Per la tua mania di vivere in una città
Guarda bene come ci ha conciati
la metropoli.
Belli come noi, ben pochi sai ce n’erano
e dicevano: quelli vengono dalla campagna!
Ma ridevano, si spanciavano
già sapevano che saremo
bene presto anche noi diventati come loro.
Tutti grigi, come i grattacieli
con la faccia di cera, con la faccia di cera:
è la legge di quest’atmosfera che sfuggire non puoi fino a quando tu vivi in città.
Nuda sulla pianta prendevi il sole con me
e cantavano per noi sui rami le allodole.
Ora invece qui nella città
I motori delle macchine
già ci cantano la marcia funebre.
E le fabbriche ci profumano
anche l’aria colorandoci il cielo
di nero che odora di morte.
Ma il Comune dice che però
la città è moderna,
non ci devi far caso se il cemento
ti chiude anche il naso,
la nevrosi è di moda,
chi non l’ha ripudiato sarà.
Ahi, ah! Non respiro più,
mi sento che soffoco un po’
sento il fiato che va giù e non viene su.
Vedo solo che qualcosa sta
nascendo forse è un albero,
si è un albero di trenta piani.
