34 – Un albero di trenta piani

Per la tua mania di vivere in una città

Guarda bene come ci ha conciati

la metropoli.

Belli come noi, ben pochi sai ce n’erano

e dicevano: quelli vengono dalla campagna!

Ma ridevano, si spanciavano

già sapevano che saremo

bene presto anche noi diventati come loro.

Tutti grigi, come i grattacieli

con la faccia di cera, con la faccia di cera:

è la legge di quest’atmosfera che sfuggire non puoi fino a quando tu vivi in città.

Nuda sulla pianta prendevi il sole con me

e cantavano per noi sui rami le allodole.

Ora invece qui nella città

I motori delle macchine

già ci cantano la marcia funebre.

E le fabbriche ci profumano

anche l’aria colorandoci il cielo

di nero che odora di morte.

Ma il Comune dice che però

la città è moderna,

non ci devi far caso se il cemento

ti chiude anche il naso,

la nevrosi è di moda,

chi non l’ha ripudiato sarà.

Ahi, ah! Non respiro più,

mi sento che soffoco un po’

sento il fiato che va giù e non viene su.

Vedo solo che qualcosa sta

nascendo forse è un albero,

si è un albero di trenta piani.