21 – Non ho più la mia città

Venne il giorno in cui le dissi

tu, mia Gela, non mi basti!

Dei miei sogni che ne hai fatto,        

me li hai chiusi in un cassetto!

E sognavo di partire  

di trovarmi in un bel posto

per potere riaprire      

quel cassetto ormai nascosto;

chiuso con delle catene

pieno ormai di ragnatele!      

Mi dicevi da bambina

guarda sempre quelle stelle,  

basta sai vederne

una che va giù, tutto s’avvera!          

Quante stelle avrò contate,

quante ne ho viste cadere      

ma l’America è lontana,

ma l’America, l’America        

era questo sai il mio sogno

di volare su New York.         

E adesso sto cantando,

e ancora sto sognando,         

ma sempre dalla mia città!

Non è cambiato niente,          

tutte le notti aspetto

ancora una stella cadente!    

E così presi quel treno

che sapeva di paura,  

mi portai solo il cassetto

pieno ormai di ragnatele,       

e così arrivai in un posto

fatto tutto di motori,  

mi mancava la mia spiaggia,

mi mancava la tua faccia

E ogni notte mi portavi

a guardare i pescatori!           

E adesso sto cantando,

e ancora sto sognando,         

ma non ho più la mia città!

Non è cambiato niente,          

tutte le notti aspetto

 ancora una stella cadente!

Dove vivo non c’è il mare

sulle case sempre neve    

solo nebbie, vento freddo

sopra il grano sempre pioggia,

ma le strade sono bianche

non c’è terra, non c’è sangue

penso ancora alle parole

scritte in alto sul giornale:

“Chi non ha paura di morire

muore una volta sola!”