Venne il giorno in cui le dissi
tu, mia Gela, non mi basti!
Dei miei sogni che ne hai fatto,
me li hai chiusi in un cassetto!
E sognavo di partire
di trovarmi in un bel posto
per potere riaprire
quel cassetto ormai nascosto;
chiuso con delle catene
pieno ormai di ragnatele!
Mi dicevi da bambina
guarda sempre quelle stelle,
basta sai vederne
una che va giù, tutto s’avvera!
Quante stelle avrò contate,
quante ne ho viste cadere
ma l’America è lontana,
ma l’America, l’America
era questo sai il mio sogno
di volare su New York.
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma sempre dalla mia città!
Non è cambiato niente,
tutte le notti aspetto
ancora una stella cadente!
E così presi quel treno
che sapeva di paura,
mi portai solo il cassetto
pieno ormai di ragnatele,
e così arrivai in un posto
fatto tutto di motori,
mi mancava la mia spiaggia,
mi mancava la tua faccia
E ogni notte mi portavi
a guardare i pescatori!
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma non ho più la mia città!
Non è cambiato niente,
tutte le notti aspetto
ancora una stella cadente!
Dove vivo non c’è il mare
sulle case sempre neve
solo nebbie, vento freddo
sopra il grano sempre pioggia,
ma le strade sono bianche
non c’è terra, non c’è sangue
penso ancora alle parole
scritte in alto sul giornale:
“Chi non ha paura di morire
muore una volta sola!”
