267- E ti immagino in ginocchio

E ti immagino in ginocchio,

in un angolo di casa

i tuoi occhi verso il cielo,

sulle guance il tuo stupore.

E ti immagino sorpresa

dalla voce che rischiara

la Presenza che parla d’amore.

E indovino il tuo timore,

le certezze e il tuo rossore

improvvisamente donna,

l’innamorata di Dio.

E ti immagino dolcezza,

quale grazia e tenerezza

che sussurra soavemente un “sì”.

Sembra quasi di ascoltarti,

impazzire dalla gioia,

senti crescere il tuo grembo

mentre canti ninna-na.

Sembra quasi di vedere

che tu trabocchi di vita

fra le braccia hai il tuo segreto:

Un Dio nutrito da te!

Come sarà

quando ti incontrerò?

Madre del Figlio del Dio del sole.

Come sarà,

quando io ti vedrò?

Figlia di Nazareth