Era Natale e non si sapeva ancora!
Quattro pastori guidati da una stella,
lasciato il gregge, giunsero ad una stalla
dove un bimbo era nato proprio allora!
Ed erano come intorno a tanta luce
come se il cielo fosse stato uno scrigno!
Ed era nato il re di un nuovo regno!
Un coro di angeli l’annunziò ad alta voce!
Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Passati gli anni il bimbo fatto uomo
se ne andò in giro a predicare alle genti,
ah, cose piuttosto strane e assurdità,
l’amore per il nemico ed il perdono!
E asseriva che eran tutti fratelli
e che il suo regno non era retaggio
di pochi farisei di alto e medio lignaggio,
ma dava troppo spago ai poverelli!
Così accadde che il bimbo fatto uomo,
dato che il polo non era indifferente,
ai suoi discorsi di uguaglianza e di perdono
cominciò a infastidir diversa gente!
E una notte dolce a primavera,
calde nel cielo splendevano le stelle,
mandarono i soldati per catturarlo,
gli fecero il processo e poi la pelle!
Morì come ogni altro nell’affanno
ma ancora seppe parlare di perdono:
“Padre perdona loro perché non sanno,
perdona loro come io li perdono!”.
Poi inchiodato al legno di una croce,
morì inchiodato come una farfalla!
E prima di posare il capo sulla spalla
urlò la sua agonia ad alta voce!
Ormai sono passati due millenni
e dal grido del Signore Crocifisso
e il nostro cuore sa parlare del progresso
ma l’amore non sa neanche balbettare!
Così l’uomo passeggia sulla luna,
la sua tecnologia lo fa potente,
ma a cosa, a cosa serve il suo sapere,
se ancora oggi non ha capito niente.
