C’era un tempo
una grandissima colonia,
là nel paese di Babilonia…
La sua gente un dì pensò:
“Dobbiamo unirci…
per elevarci sempre di più…
Fabbrichiamo un’altissima torre
per raggiungere il cielo, lassù…
E la torre di Babele s’innalzava…
tutto andava a gonfie vele…
Con la pioggia, con il sole
verso il cielo progrediva sempre di più…
Oggi una pietra, domani un mattone…
Faremo una torre, faremo un torrone!
Chi era schiavo, chi era padrone
ognuno voleva salire più su!
E’ la torre di Babele che svettava
sotto il cielo di cobalto,
per salire troppo in alto
ad un tratto patapunfete crollò,
perché chi troppo in alto sal, cade soventeprecipitevolissimevolmente!
Oggi il mondo è una stranissima colonia
come il paese di Babilonia.
C’è chi crede di esser grande,
esser potentechi fa promesse di libertà!
Si confondono lingue e pensieri
ed il mondo più pace non ha!
E’ una torre di Babele, tra la gente
c’è il Caino e c’è l’Abele!
C’è chi scende, c’è chi sale
e chi vuole ad ogni costo comandar!
Chi parla greco, chi parla ostrogoto,
chi cerca nel buio chi pesca nel vuoto,
chi fa l’indiano, chi scherza col fuoco!
E il povero mondo continua a girar!
E’ una torre di Babele
dove accadono le cose più impreviste!
Ma il buon Dio che ci assiste,
col suo amor farà trionfar la Verità,
perché chi troppo in alto sal, cade soventeprecipitevolissimevolmente!
