280 – Laudate hominem

-Il potere che cercava il nostro umore

mentre uccideva nel nome di un dio

nel nome di un dio uccideva un uomo:

nel nome di quel dio si assolse poi.

Poi chiamò dio, poi chiamò dio quell’uomo

e nel suo nome, altri uomini,

altri uomini uccise

Non voglio pensarti figlio di Dio,

ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.

Laudate!

-Ancora una volta abbracciammo la fede

che insegna ad avere, ad avere il diritto

al perdono, perdono sul male commesso

nel nome di un dioche il male non volle,

il male non volle finché restò uomo.

Non posso pensarti figlio di Dio,

ma figlio dell’uomo,  fratello anche mio

Laudate! Laudate Dominum!

-Qualcuno, qualcuno tentò di imitarlo,

se non ci riuscì fu scusato

anche lui perdonato.

Perché non si imita, imita un dio.

Un dio va temuto e lodato, lodato…

Laudate hominem!

Laudate hominem!

No, non devo pensarti figlio di Dio,

ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.

Ma figlio dell’uomo, fratello anche mio!

Laudate hominem.

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